Napoli Giorno 3 – Castel Sant’Elmo, i Quartieri Spagnoli, il Palazzo Reale… e non solo!

Castel Sant’Elmo

La prima tappa del nostro terzo giorno a Napoli è Castel Sant’Elmo che guarda la città dall’alto del Colle Vomero. Per raggiungerlo prendiamo la storica funicolare centrale (funicolì funicolà, sì proprio lei) dalla fermata Augusteo, in pieno centro, fino a Piazza Fuga. Da qui si deve fare ancora qualche minuto a piedi e noi ne approfittiamo per darci un po’ di carica in un bar con la nostra più fedele compagna di vacanza: la sfogliatella.

Arrivati ai piedi del castello, iniziamo a salire le lunghe rampe di scale interne fino ad arrivare all’ampia terrazza centrale, Piazza d’Armi, dalla quale si gode di un’ottima vista dall’alto della città. Qui si trova anche una piccola chiesetta, dedicata a Sant’Erasmo, costruita in onore dell’antico santuario che sorgeva sul colle precedentemente alla costruzione del castello.


Un po’ di storia

Castel Sant’Elmo è una fortezza originaria del XIV secolo, anche se fu poi ampiamente ricostruita nel corso del Cinquecento per volontà dell’imperatore Carlo V. Lo stesso imperatore è raffigurato in un grande bassorilievo sul portale della parte interna del castello, assieme al suo stemma imperiale. Fu a seguito di questi lavori che Castel Sant’Elmo assunse all’incirca le sembianze attuali: una fortificazione militare con pianta a stella a sei punte.

una delle sei punte del Castello con la città sullo sfondo
una delle sei punte

I Quartieri Spagnoli

Una volta tornati in centro con la funicolare, ci avviamo verso questa controversa zona della città, inoltrandoci nelle sue strette viuzze appena dietro l’elegante Via Toledo. Dico controversa perché secondo alcuni raccoglie il cuore della Napoli più vera, mentre altre voci la ritraggono come una zona malfamata e pericolosa. Per quanto ci riguarda, il pericolo peggiore è stato quello di essere travolti da motorini sfreccianti, oppure quello di non poter più sfuggire a un cantante neo-melodico.

I Quartieri Spagnoli si chiamano così perché qui alloggiavano un tempo le truppe del re durante la dominazione spagnola. Si presentano come uno stretto reticolo di vicoli, che scendono dalle alture sormontate da Castel Sant’Elmo, sui quali si affacciano alti caseggiati a più piani.

Alcuni tratti sono davvero molto caratteristici, soprattutto per le attività commerciali che negli anni sono sorte lungo le vie. Oggi si può trovare un’ampia scelta di ristoranti e pizzerie dove assaggiare la cucina locale, negozi di alimentari e botteghe di artigianato.

Ovviamente noi ne approfittiamo subito e visto che è arrivata l’ora del pranzo entriamo nella pizzeria trattoria ‘Ntretella, dove assaggiamo una degustazione di formaggi accompagnata da una fornarina (una schiacciata di pasta di pizza condita con olio, sale e origano). Il pranzo è molto piacevole (credo di aver mangiato la mozzarella più buona della mia vita), solo lievemente disturbato da un cantante neo-melodico che ci ha preso di mira in quanto unica coppia del momento. Ma si sa che è uno degli inconvenienti da sopportare a Napoli (perdonateci amanti del genere!).

Insomma, vi consigliamo di fare almeno un giro per i Quartieri Spagnoli durante il vostro soggiorno a Napoli perché, anche se forse non ne custodiscono propriamente il cuore, rappresentano senz’altro una parte importante della Napoli più popolare.

Il Teatro San Carlo di Napoli

Ho un debole per i teatri storici per cui non poteva mancare una capatina al San Carlo, il teatro più antico di Europa. Per visitarlo, acquistiamo un ingresso a 5€ che ci consente una visita in autonomia della platea del teatro, possibile solo durante l’orario di pranzo.

Nella sala, il rosso e l’oro la fanno da padroni. Alzando lo sguardo compaiono le linee dei palchi che si affacciano una sopra l’altra sulla platea, mentre esattamente di fronte al palco si erge maestosa la tribuna reale.

Il tutto è impreziosito da drappi rossi e decorazioni dorate a forma di angeli e muse. Il soffitto è ricoperto da un’ampia tela, raffigurante Apollo che mostra ad Atena il “Sole” (simbolo delle arti).

Affreschi del Vasari a sorpresa: Sant’Anna dei Lombardi

Conclusa la visita al San Carlo, iniziamo a peregrinare lungo Via Toledo e piazza Dante, prendendo le vie limitrofe che più ci ispirano ed entrando in chiese sconosciute, come spesso facciamo. Questa volta ci imbattiamo, guidati puramente dal caso, in un vero e proprio gioiellino.

Entriamo nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi e, quando, conclusa la prima visione d’insieme, ci appropinquiamo alla porta, veniamo fermati da alcuni ragazzi che ci consigliano di approfondire la visita accedendo alle cappelle laterali affrescate e alla Sacrestia del Vasari. Visto il modico prezzo di 3€ e le insistenze dei ragazzi, decidiamo di acquistare il biglietto, ma non ci saremmo mai aspettati di trovare una bellezza simile.

Sacrestia del Vasari: la volta affrescata con motivi armoniosi su sfondo bianco
La volta della Sacrestia affrescata dal Vasari

Il soffitto della sacrestia è completamente affrescato con motivi dai toni tenui e armoniosi.

L’affresco è originario del 1545 e rappresenta una delle più importanti note del Rinascimento fiorentino nella città partenopea.

La volta dipinta dal Vasari è divisa in tre quadranti dedicati a Fede, Religione ed Eternità.

Interessanti sono anche le pareti decorate con intarsi lignei, eseguiti da Fra Giovanni di Verona, rappresentanti scene di vita e vedute cittadine.

Anche gli affreschi delle cappelle laterali meritano una visita, avrebbero però bisogno di una “restauratina”. Speriamo di far crescere la fama delle bellezze di Sant’Anna dei Lombardi, affinché il turismo porti i fondi necessari ai lavori.

Cena in osteria

Nonostante il nostro piano originario fosse quello di provare una delle più famose pizzerie della città, ovvero Sorbillo nella Spaccanapoli, la mostruosa coda che ci attende davanti all’ingresso ci fa rapidamente cambiare idea. Questa volta la bassa stagione non ci aiuta.

Poco male, entriamo in un’osteria poco lontano e ordiniamo due primi, chiudendo la giornata in bellezza con un bel babà al rhum.

Rientriamo quindi alla base con un po’ di nostalgia, si sta infatti avvicinando la fine del nostro soggiorno a Napoli.

Il Palazzo Reale

Le nostre ultime ore a Napoli

Sapete che non ci piace programmare mai tutta la vacanza nei minimi particolari, certo però un minimo di organizzazione sarebbe utile ogni tanto. Il nostro soggiorno nel capoluogo campano doveva infatti chiudersi con una visita al Museo Archeologico Nazionale, che vanta il più ricco patrimonio di opere d’arte e reperti archeologici d’Italia. Se non fosse che all’ingresso notiamo un prezzo del biglietto davvero alto. Visto che avremmo potuto spenderci sì e no due ore, decidiamo di lasciarlo per una prossima volta in cui potergli dedicare più tempo e ripieghiamo quindi verso il centro.

Pensiamo di visitare gli interni del Palazzo Reale, che avevamo già visto da fuori durante la nostra prima giornata. Possiamo così riattraversare le magnifiche zone del centro e passare le ultime ore di viaggio come dei veri reali.

Il Palazzo è stato, fino all’Unità d’Italia, la residenza dei Borboni e poi è caduto in mano ai Savoia.

La reggia ha assunto il suo aspetto attuale durante il XIX secolo. Stupiscono subito l’ampiezza e la luminosità dello Scalone d’onore appena entrati. Altrettanto suggestivo è il piccolo teatrino di corte che si trova all’inizio della visita al piano superiore.

scalinata all'ingresso del palazzo bianca e luminosa, alle pareti bassorilievi e statue di marmo
Lo Scalone d’onore
poltroncine rosse in platea e palco reale in fondo rialzato
Il teatrino di corte

Visitati gli appartamenti del re e della regina e le numerose stanze a tema, il nostro tour si avvia alla conclusione, così come, purtroppo, la nostra vacanza.

Ripassiamo per l’ultima volta dalla Spaccanapoli per un pranzo veloce e per prendere gli ultimi souvenirs. Poi torniamo alla nostra casetta dove avevamo potuto lasciare le valigie durante la mattinata e ci avviamo quindi alla stazione.

Insomma, nonostante 4 giorni a Napoli siano stati forse troppo pochi e ancora ci resti molto da vedere, ci è parso comunque un ottimo compromesse. Inoltre, abbiamo così una scusa per tornare!


Se vi siete persi le puntate precedenti, eccole qui:

14 Risposte a “Napoli Giorno 3 – Castel Sant’Elmo, i Quartieri Spagnoli, il Palazzo Reale… e non solo!”

  1. mamma mia che spettacolo questa guida di Napoli, prima o poi devo decidermi ad organizzare una visita visto che le mie origini sono proprio li

  2. Mi piace poter vedere una Napoli assai diversa da quella che tutti siamo soliti vedere, immaginare o pensare. Una Napoli piena di mistero e soprattutto storia. Credo mi salverò il tuo itinerario!

    1. Napoli stupenda. Che vita, che rumori, che tutto! Tanta roba. Io ultimamente delle città che visito prediligo assaporare in relax le strade (Spaccanapoli), le viste panoramiche (dal Vomero), la vita quotidiana (dai bar e ristoranti). Così ho la scusa anch’io per tornare!

      1. Ti capisco perfettamente, anche noi di solito preferiamo vedere meno cose ma bene, piuttosto che fare le corse e non goderci la vacanza

  3. Napoli è una delle città che mi ha impressionato di più negli ultimi anni. Ho adorato il suo centro storico, così ricco di architettura, luoghi culturali, palazzi da scoprire.
    Un weekend è davvero poco per vederla tutta… ma così si ha un buon motivo per tornarci di nuovo.

    1. Assolutamente! Noi siamo stati 4 giorni alla fin fine, ma appunto ci resta una scusa per tornare xD

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